“Un deposito dei primi del ‘900”, “una villa di una nobile famiglia”, “non so sinceramente, l’ho sempre visto qui ma non me ne sono interessato”. Queste alcune testimonianze di persone incrociate camminando per Precenicco, testimonianze all’apparenza strane considerando il fatto che in Piazza Roma ci sono dei cartelli informativi che descrivono abbastanza approfonditamente epoca e usi del Canevòn. Il Canevòn, antico deposito di grano della fine del ‘700, un edifico dalla magnifica fattura architettonica che si erge nel centro di Precenicco…silenziosamente. Può certo sorprendere che un tale esempio di architettura settecentesca possa non essere presente nella memoria degli abitanti del posto, ma probabilmente nulla ci è più nascosto di quello che ci sta davanti.

Il Canevòn nasce sulle macerie di vecchi edifici costruiti dall’ordine dei Cavalieri Teutonici, antichi “amministratori” di Precenicco; datato 1797 viene costruito dal Cassis Faraone, figura fondamentale del commercio prima della Serenissima e successivamente di Trieste e dell’impero asburgico. Nel 1830 i successori del Cassis, gli Hierschel da Trieste, continuando l’opera di recupero del territorio in modo da renderlo coltivabile, bonificano un’ampia porzione nell’estremo margine sud del comune che poi è stata chiamata Valle Hierschel: da zona dedicata espressamente alla pesca in valli con alcuni appezzamenti coltivati ad uso delle famiglie residenti, diventa completamente terreno seminativo. Procedono poi a costruire alcuni nuovi casali in varie parti del territorio. Realizzano importanti modifiche anche nella zona del Canevòn, ovvero trasformano quello che era soltanto il centro operativo dell’azienda agricola del Cassis, in una residenza “di civile abitazione” realizzando un parco straordinario in riva allo Stella.

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Canevòn dal Marinaretto

Venezia al tempo della sua Repubblica coltivava con l’Oriente un viatico privilegiato nel commercio di prodotti autoctoni da quelle terre; la scoperta di nuovi orizzonti dal 1500 in poi portò ad un calo evidente del predominio veneziano per il fatto che il Mediterraneo non era più il “centrum mundi” delle vie mercantili, che si spostarono invece verso l’Atlantico. A ogni modo Venezia restò fi­no a fi­ne ‘800 protagonista di quel che rimaneva del mercato Mediterraneo. Proprio in quegli anni si inserì prepotentemente Trieste come alternativa a Venezia, grazie ad una ­gura che entrerà in relazione con Precenicco: Antonio Cassis Faraone. Figura che spiccava per intelligenza, simpatia e talento nelle questioni ­finanziarie entrando nelle grazie dei bey d’Egitto. Si converte al Cristianesimo e diventa gran doganiere in Egitto, incarico che lo mette in contatto con Venezia, al tempo ancora Serenissima. In quel tempo Trieste si trova sotto l’impero asburgico che ha come obiettivo quello di conquistare il dominio mercantile e distruggere Venezia via acqua e terra. L’impero concesse grosse franchigie doganali da permettere condizioni favorevoli a possibili nuovi operatori commerciali promettendo ad Antonio grossi guadagni. Detto fatto, Trieste diventa meta ambita per i commerci che intendono raggiungere anche il nord Europa. Nel 1786 Antonio sceglie Trieste come domicilio e 1789 acquista la proprietà dove sorgerà Canevon a Precenicco, un tempo dell’ordine gesuitico sciolto per volere dell’Imperatore stesso.

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La questione è: come riportare alla memoria il Canevòn? Come riportare alla memoria un’amnesia?

La maggior parte delle volte queste strutture sono un problema per il proprietario in quanto troppo onerose da restaurare senza un contributo pubblico od europeo: è impensabile infatti trovare un progetto in grado di coinvolgere un gran numero di persone utili al sostentamento della struttura e allo stesso tempo non cadere nell’ovvietà di gestioni privatistiche che propongono destinazioni d’uso evidentemente poco originali.

Perché, anche se parliamo di un bene privato, non può essere utile alla collettività? Questo recita, brevemente, la misura 16 F7 del PSR del Friuli Venezia Giulia:” Valorizzare le attività di diversificazione: turismo, agriturismo, agricoltura sociale, energie rinnovabili”. Campi d’approccio recenti o addirittura sconosciuti per i più, che nel PSR però giocano un ruolo importante per la riqualificazione della nostra agricoltura: può diventare la roccia a cui aggrapparsi prima di affogare.

_ Agricoltura sociale

Una differente prospettiva di fare agricoltura che coinvolge nel lavoro della terra anche valori di pietas:

a.     inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati e di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale secondo la normativa europea;

b.     prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali mediante l’utilizzazione delle risorse materiali e immateriali dell’agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni volte allo sviluppo di abilità e di capacità, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana;

c.     prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti interessati anche attraverso l’ausilio di animali allevati e la coltivazione delle piante;

d.     progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche riconosciute a livello regionale, quali iniziative di accoglienza e soggiorno di bambini in età prescolare e di persone in difficoltà sociale, fisica e psichica.

_ Turismo

Il territorio di Precenicco e dintorni racchiude una forte componente storica che parte dai romani. Si contano 19 siti dove furono rinvenuti oggetti di vario tipo e dimensione. Non solo i siti archeologici ma anche la morfologia territoriale stessa è indice storico del territorio: il confronto con le carte di fine ‘700 riportano direttrici tutt’ora esistenti. Il territorio deve quindi offrire percorsi che riportino alla memoria il valore storico mantenendone l’autenticità.

_ Agriturismo

Palazzolo e Precenicco già offrono una notevole quantità di agriturismi che si affacciano sulla SS4 o Annia. Questi devono essere vetrina dei prodotti in due modi:

a.     utilizzo diretto per piatti tipici

b.     vendita dei prodotti ai clienti dell’agriturismo. Ciò si lega al turismo perché compito loro è quello di pubblicizzare il territorio in tutti i suoi aspetti.

 

Queste tre componenti unite permettono di creare un ciclo virtuoso auto-sostenuto di diffusione dei prodotti tipici della zona nella zona stessa.

Nicolas Frison